Vai al contenuto
Valutazione 5 su 5

Occhiali DPI, se ci tieni alla vista non sottovalutarli

Compila il modulo per ricevere informazioni

Vai al Testo:

Chi lavora in ambienti dove volano schegge, si manipolano sostanze chimiche o si espongono gli occhi a radiazioni pericolose sa bene che basta un secondo per compromettere la vista. Eppure, troppo spesso la protezione oculare viene ignorata, sottovalutata o affidata a dispositivi non idonei. Gli occhiali DPI non sono un semplice accessorio: sono una barriera tra i tuoi occhi e un possibile danno irreversibile.

In questo articolo, ti spiego con chiarezza a cosa servono gli occhiali DPI, quali sono le norme che li regolano, come capire se sono davvero sicuri e quali scegliere in base al tipo di rischio. Ti sarà utile se sei un datore di lavoro, un RSPP, un tecnico della sicurezza o semplicemente un operaio attento alla propria salute. Perché la protezione degli occhi non è una scelta: è un obbligo morale, oltre che normativo.


Perché gli occhiali DPI non sono occhiali qualsiasi

Gli occhiali DPI sono progettati per proteggere gli occhi da una varietà di rischi, che vanno dagli urti meccanici agli schizzi chimici, fino alle radiazioni luminose o ai microrganismi infettivi. Non hanno nulla a che vedere con i normali occhiali da sole o da lettura: sono dispositivi certificati, progettati per resistere a sollecitazioni estreme e garantire visibilità, sicurezza e comfort.

Per fare un esempio concreto, chi lavora in falegnameria rischia schegge e trucioli che possono colpire l’occhio a forte velocità. In quel caso, servono occhiali resistenti agli urti con lenti in policarbonato e protezioni laterali. Chi invece lavora in laboratorio ha bisogno di protezione contro spruzzi acidi o vapori tossici, e quindi di una maschera a tenuta, magari con ventilazione indiretta.

Insomma, la funzione degli occhiali DPI non è solo quella di “coprire” gli occhi, ma di proteggerli in modo mirato, a seconda del contesto.


Occhiali DPICome sono classificati e cosa dice la normativa

In Europa, la classificazione dei Dispositivi di Protezione Individuale è regolata dal Regolamento (UE) 2016/425, che distingue tre categorie:

  • La prima comprende i dispositivi contro rischi minimi.
  • La seconda copre rischi medi come piccoli urti o polveri.
  • La terza riguarda situazioni a rischio grave o irreversibile, come l’esposizione a sostanze chimiche o radiazioni laser.

Gli occhiali di protezione rientrano per lo più nella seconda e terza categoria. Ma non basta conoscere la categoria per stare tranquilli: serve anche verificare la conformità alla norma EN 166, che definisce i requisiti di resistenza, le marcature e la qualità ottica delle lenti.

Un occhiale conforme deve riportare la marcatura CE e una serie di codici che indicano il livello di protezione. Ad esempio, la lettera F indica resistenza a impatti leggeri, la B a impatti medi, e la A a impatti elevati. Il simbolo T segnala che l’occhiale resiste anche a temperature estreme. Le sigle K e N indicano trattamenti specifici contro graffi e appannamenti.


Come scegliere il modello giusto per il proprio lavoro

La scelta degli occhiali DPI non può essere affidata al caso o al prezzo più basso. Bisogna partire da un’analisi accurata dei rischi presenti sul luogo di lavoro, spesso già contenuta nel DVR aziendale. Se il rischio principale è meccanico, servono lenti robuste, magari in policarbonato, e una montatura aderente. Se invece il pericolo è chimico, meglio una maschera protettiva con guarnizione in gomma e sistema anti-condensa.

Un altro criterio spesso trascurato è la classe ottica. Gli occhiali con classe ottica 1 sono i migliori in termini di nitidezza e possono essere indossati per lunghi periodi senza affaticare la vista. Le classi 2 e 3 sono più adatte a usi sporadici o meno intensivi. Un buon occhiale, inoltre, deve essere compatibile con altri DPI, come caschi o mascherine, per non ostacolare i movimenti o creare interferenze tra dispositivi.

Infine, mai sottovalutare il comfort. Un occhiale troppo rigido, che stringe sul naso o appanna le lenti dopo pochi minuti, finirà inevitabilmente per essere ignorato o indossato male. E a quel punto non protegge più nulla.


Quando è obbligatorio indossarli e cosa succede se li ignori

L’obbligo di usare occhiali DPI scatta ogni volta che esiste un rischio concreto per la salute visiva del lavoratore, identificato nella valutazione dei rischi. In molti settori – dall’edilizia alla meccanica, dalla chimica all’agroalimentare – l’uso di occhiali protettivi è una prassi quotidiana. Ma ci sono ancora troppi casi in cui vengono indossati solo “quando si sente il pericolo”.

È un errore grave. La protezione degli occhi non deve essere reattiva, ma preventiva. Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire DPI adeguati e di formare i dipendenti sul loro uso corretto. Il lavoratore, a sua volta, è tenuto per legge a indossarli ogni volta che è previsto. Rifiutarsi di farlo può avere conseguenze non solo sanitarie, ma anche disciplinari o legali.


Hanno una scadenza? Sì, anche gli occhiali DPI vanno sostituiti

Non esiste una data di scadenza “ufficiale” per gli occhiali DPI, ma ciò non significa che durino in eterno. Un dispositivo di protezione oculare deve essere sostituito ogni volta che perde efficacia, anche in assenza di danni visibili. Un graffio sulla lente, una guarnizione logorata o un telaio allentato sono tutti segnali che l’occhiale non è più sicuro.

Anche i trattamenti superficiali – come l’antiappannamento o l’antigraffio – tendono a deteriorarsi nel tempo, soprattutto se l’occhiale viene lavato con prodotti aggressivi o conservato in modo scorretto. Ecco perché è buona pratica eseguire controlli periodici, magari mensili, e sostituire immediatamente ogni dispositivo danneggiato.


FAQ essenziali sugli occhiali DPI

A quale norma devono essere conformi gli occhiali DPI?
Alla EN 166, che definisce requisiti tecnici e marcature. Alcuni modelli devono rispettare anche le norme EN 170, 172, 207 o 208 a seconda del filtro richiesto.

Come si capisce se un occhiale è davvero DPI?
Deve riportare marcatura CE visibile e leggibile, e una serie di codici che identificano le prestazioni.

Che differenza c’è tra un occhiale DPI e un normale occhiale da sole?
Il primo è un dispositivo certificato per proteggere da rischi professionali, il secondo no. Un occhiale da sole non garantisce protezione da impatti, agenti chimici o radiazioni laser.

Posso usare gli occhiali DPI con lenti graduate?
Sì, esistono modelli specifici per portatori di occhiali da vista o versioni sovra-occhiali che si indossano sopra le lenti correttive.


Occhi protetti, lavoro più sicuro: non aspettare l’incidente

Infortuni agli occhi possono verificarsi in un attimo, e le conseguenze sono spesso irreversibili. Proteggersi è semplice, ma richiede consapevolezza e strumenti adeguati. Gli occhiali DPI rappresentano uno dei presidi più importanti per chi lavora in ambienti potenzialmente pericolosi. Sceglili con attenzione, controllali regolarmente e indossali ogni volta che serve.

Hai bisogno di una consulenza per scegliere gli occhiali DPI più adatti al tuo settore? Contattaci per un supporto personalizzato. Meglio prevenire, che perdere la vista.