Benvenuti nell’approfondimento sul piano sicurezza operativo (POS), un documento cruciale per garantire la sicurezza nei cantieri e proteggere la salute dei lavoratori. In questo articolo, esploreremo in dettaglio cos’è il POS, a cosa serve, quando è obbligatorio, e chi è responsabile della sua redazione. Scopriremo anche i rischi trattati nel POS e chi verifica la sua corretta applicazione. Pronti a immergersi nel mondo della sicurezza sul lavoro? Continua a leggere per saperne di più!
Cosa si intende per piano sicurezza operativo?

Redigere il POS significa descrivere nel dettaglio le modalità operative, i rischi presenti e le misure di prevenzione e protezione adottate. Questo documento include le informazioni sulle singole lavorazioni svolte in cantiere e specifica le misure di sicurezza adottate per ognuna di esse.
A cosa serve il piano operativo in cantiere?
Il piano operativo di sicurezza (POS) serve a garantire che tutti i lavoratori siano informati sui rischi presenti in cantiere e sulle misure di prevenzione da adottare. In pratica, il POS assicura che ogni attività sia svolta in sicurezza, riducendo il rischio di incidenti e malattie professionali.
Inoltre, il POS consente di avere una gestione organizzata delle emergenze, come le procedure di antincendio ed evacuazione dei lavoratori. Questo documento è essenziale per garantire la sicurezza dei lavori e la tutela della salute di tutti i lavoratori coinvolti.
Le schede di sicurezza
Quando è obbligatorio il piano operativo edile?
Il piano operativo di sicurezza è obbligatorio in tutti i cantieri temporanei o mobili in cui operano più imprese. Questo include sia le imprese esecutrici che i lavoratori autonomi subaffidatari. La normativa stabilisce che il POS deve essere redatto prima dell’inizio dei lavori e deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro o emergono nuovi rischi.
In alcuni casi specifici, come i cantieri di piccola entità o quelli in cui è già presente un piano di sicurezza e coordinamento (PSC), il POS può essere semplificato utilizzando un modello semplificato.
Chi lo redige?

Il datore di lavoro ha il compito di valutare i rischi presenti in cantiere e di adottare le misure preventive e protettive necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori. La redazione del POS richiede quindi una conoscenza approfondita delle normative in materia di sicurezza sul lavoro, dei rischi specifici legati alle attività svolte e delle misure di sicurezza appropriate da adottare.
Per garantire che il POS sia completo e accurato, il datore di lavoro può coinvolgere anche altre figure professionali, come il CSP e CSE o esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Inoltre, è importante che il POS venga costantemente aggiornato per riflettere i cambiamenti nelle condizioni di lavoro o l’insorgere di nuovi rischi.
Come presentare il POS in tre fasi
Le fasi di presentazione del piano operativo di sicurezza (POS) sono 3 e si distinguono in base ai soggetti coinvolti:
- Per il committente: Il committente deve inviare il piano operativo di sicurezza e di coordinamento a tutte le imprese invitate a presentare offerte per l’esecuzione dei lavori. Prima dell’inizio dei lavori, deve trasmettere il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi.
- Per le ditte esecutrici: Il datore di lavoro dell’impresa esecutrice deve consegnare il piano operativo all’impresa affidataria e al Coordinatore per l’esecuzione dei lavori (CSE) almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori. Il Coordinatore dei lavori verifica l’idoneità del documento e, se lo accetta, ne mette in atto quanto previsto.
- Per le ditte subappaltatrici: Il datore di lavoro dell’impresa affidataria consegna il documento al titolare dell’impresa che subappalta, almeno 30 giorni prima dell’ingresso in cantiere. Successivamente, il titolare dell’impresa subappaltatrice si rivolge al Coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
Chi deve firmare il Piano Operativo di Sicurezza?
Il POS deve essere firmato dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice. Questa firma attesta che il datore di lavoro ha valutato i rischi presenti in cantiere e ha predisposto le misure preventive e protettive necessarie per la sicurezza dei lavoratori.
Oltre al datore di lavoro, anche il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione, se presente, deve approvare il POS. Questo assicura che tutte le misure di sicurezza siano conformi alle normative vigenti e siano integrate con il piano di sicurezza e coordinamento (PSC).
Piano operativo semplificato
Il POS con modello semplificato è un’opzione introdotta dal Decreto Interministeriale del 9 settembre 2014 per semplificare la redazione del piano operativo di sicurezza. Questo modello standardizzato mira a fornire un documento breve, semplice e facilmente comprensibile, pur garantendo l’adempimento completo delle sue funzioni principali.
Le caratteristiche del POS con modello semplificato includono:
- L’indicazione chiara delle figure e dei ruoli principali per la sicurezza.
- La descrizione delle misure di prevenzione e protezione adottate.
- Le procedure per implementare efficacemente queste misure.
- L’indicazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari.
È importante sottolineare che la decisione di utilizzare il modello semplificato non dipende dalla tipologia di azienda o dal tipo di cantiere, ma è una scelta facoltativa del datore di lavoro.
Quanto dura il piano operativo?
Il piano operativo di sicurezza ha validità per tutta la durata del cantiere, dal momento dell’inizio dei lavori fino al completamento delle attività. Tuttavia, è necessario aggiornare il POS ogni volta che si verificano cambiamenti significativi nelle condizioni di lavoro, come l’introduzione di nuove attrezzature o l’inizio di nuove attività.
È fondamentale che il POS sia costantemente aggiornato per riflettere i rischi attuali e le misure di sicurezza necessarie. Questo garantisce che tutti i lavoratori siano sempre protetti e che le operazioni si svolgano in sicurezza.
Che differenza c’è tra POS e PSC?
Qual è la distinzione tra POS e PSC? Il Piano Operativo di Sicurezza e il Piano di Sicurezza e Coordinamento si differenziano nel seguente modo:
- Il POS è necessario per qualsiasi impresa che avvii un cantiere di lavoro.
- Il PSC è richiesto quando un’unica azienda affidataria coinvolge altre imprese nell’esecuzione dei lavori (e quando la presenza di lavoratori per giorno supera i 200) o quando più imprese lavorano insieme in un cantiere (sia per lavori pubblici che privati).
Va sottolineato un aspetto cruciale che contraddistingue il POS dal PSC. Quest’ultimo, a differenza del POS, presta particolare attenzione ai rischi non direttamente correlati alle attività svolte, come la presenza di linee aeree o condutture sotterranee, o di veicoli in movimento nell’area del cantiere. Entrambi, tuttavia, devono includere una valutazione dei rischi.
Inoltre, sia il POS che il PSC devono contenere la descrizione dell’attività di cantiere, insieme alla valutazione dei rischi e alle misure preventive e protettive per migliorare la sicurezza sul lavoro.
Chi verifica il Piano Operativo di Sicurezza?
La verifica del Piano Operativo di Sicurezza è affidata a diverse figure. Prima di tutto, il coordinatore in fase di esecuzione deve approvare il POS per assicurarsi che sia conforme alle normative e integrato con il PSC.
Inoltre, gli organi di vigilanza come l’ASL (Azienda Sanitaria Locale) e l’Ispettorato del Lavoro possono effettuare controlli per verificare che il POS sia correttamente redatto e attuato. Questi controlli possono avvenire durante le ispezioni in cantiere per garantire che tutte le misure di sicurezza siano rispettate.
Chi deve fare il piano sicurezza?
Il Piano Operativo di Sicurezza deve essere redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice. Questo compito può essere delegato a un tecnico specializzato, ma la responsabilità finale rimane sempre del datore di lavoro.
Per le attività più complesse, può essere utile coinvolgere il coordinatore e altri esperti in materia di salute e sicurezza sul lavoro per garantire che il POS sia completo e accurato. Anche i lavoratori autonomi che operano in cantiere devono redigere un piano operativo se eseguono lavori ad alto rischio.
Quali rischi tratta il piano operativo della sicurezza?
Il POS copre una vasta gamma di rischi presenti in cantiere. Questi includono rischi fisici, come le cadute dall’alto, rischi elettrici, e rischi legati all’uso di macchine e degli impianti utilizzati nel cantiere. Vengono descritte le misure preventive e protettive da adottare per ogni rischio identificato.
Inoltre, il POS tratta i rischi chimici derivanti dall’uso di sostanze e preparati pericolosi utilizzati nel cantiere. Per ciascuno di questi rischi, il POS descrive le misure di sicurezza da adottare e le procedure di emergenza da seguire in caso di incidente.









